lunedì 23 marzo 2015

Ansie.

Sono i piccoli dettagli che mi fanno tremare.
Dormivo, mentre la mia mente elaborava chissà che pensieri, quando mi sveglio nel pieno della notte. Sono le 2 e nel buio della stanza cerco di tornare alla realtà.
Mi dico che l'ho solo sognato. Sono sdraiata sul mio letto, da fuori non entra nessuna luce. Lo so che era un sogno.
Eppure c'è qualcosa che non va. Questi sogni sono vividi, provo emozioni talmente forti da non riuscire a distaccarmene, una volta sveglia.
E ogni volta è sempre peggio. Immagino il giorno in cui non saprò più uscirne, quando la fantasia e la realtà si mescoleranno tra loro fino a diventare un'unica cosa.
Succederà mai? È possibile?
La mente è pesante, in quelle notti. Il mio corpo lo è. Sento il senno lasciare spazio alla pazia.

L'ansia ha sempre fatto parte della mia vita. Un po' era la timidezza, da bambina lo ero parecchio, un po' è una sicurezza di me stessa che ogni tanto vacilla.
So che fino ad adesso era comportata dalla paura. L'assurdo e silenzioso, viscido, timore di non potercela fare.
Ogni volta che mi pongo davanti a un grande obiettivo, questo mi fa sentire enormemente piccola. 
Arrivata a un certo punto del percorso, sento crescere nel petto l'ansia. Più precisamente, nel cuore.
Saprò farcela? E se non riesco? È troppo difficile!
Questi sono i pensieri del mio inconscio.

Questa volta è diverso, però. Non si ferma tutto lì. Sento che c'è altro. Un'ansia nuova per la sua causa. Arriva e mi travolge, non me ne accorgo neanche.
Prima: appena finito il pranzo, stavo guardando senza interesse la televisione, arriva di soppiatto ed esplode nel mio petto. Non stavo pensando a nulla, nessuna parola che mi ha portato alla mente altro, nessuna azione.
È arrivata e basta.
E io non so cosa sia. E questo mi terrorizza.






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